lunedì 26 novembre 2012

Giovani dentro by HermioneGinny

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NIX di ELISABETTA OSSIMORO

 Nicodemo Orsini ha diciannove anni ed è all'ultimo anno del liceo scientifico. Sta con Giulia, la bella ma sciocca ragazza del liceo accanto. I suoi migliori amici sono Ermanno, che si barcamena tra due ragazze, e Ottilia, che frequenta un uomo più grande solo per sentirsi adorata. Nix e i suoi amici stanno per affrontare la maturità, dentro sono ancora bambini che vivono i problemi quotidiani come tragedie, che non si vedono (ma vedono bene chi gli sta attorno) e per questo non sanno cosa fare della propria vita.

 All'inizio pensavo fosse l'ormai classico romanzetto adolescenziale pieno di stereotipi, ma mi sono dovuta ricredere. Quando ha scritto il libro, l'autrice non era un'adulta che rivangava i suoi ricordi, ma una ragazza poco più grande di Nico, aveva da poco finito il liceo. E si sente, perché è riuscita a farmi tornare a 12 anni fa, quando con gli occhi lucidi uscivo per l'ultima volta dal portone della mia scuola, consapevole che quei cinque anni passati lì dentro, a soffrire e a gioire sarebbero rimasti dentro di me per sempre. Nix è un ragazzo ironico che smonta gli stereotipi sui vari machi-con-cuore (bellissima la stroncatura su Ferdinando Loccia!). L'uso che fa dei “paroloni” mi ha ricordato un mio compagno (anche se in realtà era più simile a Piervi, forse quello che mi era più antipatico, ma mi è impossibile dimenticare il “transeunte tesaurizzante” di una delle ultime interrogazioni). E chi non si è mai sentito “uno studente anomalo e disinserito”? Ermanno e Ottilia sono tenerissimi, nel loro modo di porsi come adulti sfangati, ma avrei tanto voluto abbracciarli per dir loro di essere se stessi e fregarsene di quello che pensano gli altri. Ma forse la mia preferita è la ragazza di McEwan, silenziosa e invisibile, ma è l'unica che riesce a vedere le ombre del ragazzo perfetto. È un libro da regalare ai ragazzi che stanno per affrontare la maturità, perché sicuramente si riconosceranno in uno dei personaggi e perché, anche se la società ormai li giudica maturi per scegliere cosa fare del resto della propria vita, in realtà spesso non sono ancora riusciti a vedersi. E poi Nix adora Harry Potter... già solo con questo mi aveva conquistata!

Dalle parole dell'autrice
* Per gente come noi, la malinconia è uno stato di grazia.

Internet

Dati tecnici
Elisabetta Ossimoro, Nix, Sangel Edizioni, pagine 138
ISBN 9788897040378

INTERVISTA A ELISABETTA OSSIMORO, AUTRICE DI “NIX”
Dal suo blog http://elisabettaossimoro.blogspot.it/
Elisabetta Ossimoro è nata nel 1987 a Torino, dove si è recentemente laureata magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica italiana con il massimo dei voti e la dignità di stampa. Nel tempo libero scrive articoli di letteratura e cinema per forum e riviste culturali. Ha scritto questo romanzo a vent’anni, quale ideale suggello alla sua esperienza liceale.
Più prosaicamente:
Figura retorica, nottambula, apprendista filologa romanza, cinefila e bibliofila incallita (andate QUI se volete farvi un pisolino all'ombra dei suoi articoli), sognatrice, pontificatrice letteraria, appassionata di make-up e laccatura unghie (andate QUI per scoprire il suo lato frivolo!). In due parole? Contraddittoria e infaticabile (purchè non ci sia da alzarsi presto al mattino!)

Ciao Elisabetta e benvenuta sul blog.
Com'è nata l'idea per Nix?
Buongiorno a tutti i lettori di Letto Tutto!
Dunque, l’idea di Nix è nata per necessità: se ora le librerie rigurgitano di romanzi pseudo erotici, ieri pullulavano di creature fatate (vampiri, licantropi, angeli, zombie…), sei anni fa la tendenza corrente vedeva imperversare Federico Moccia e tutti i suoi emuli, con la loro visione zuccherosa e insopportabile dell’adolescenza.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la lettura di un romanzo “alla Moccia” scritto –con un certo successo- da una ventenne di Roma: quando gli adolescenti hanno cominciato a rispecchiarsi nella tendenza, e quindi a mettere in scena una caricatura di se stessi, per me è arrivato il momento di dire basta.
Insomma, Nix è stato un atto di ribellione contro una visione degli adolescenti che non ho mai condiviso e che ha paradossalmente finito per far credere a tanti ragazzi della mia generazione di essere effettivamente così.
Il romanzo è scritto in prima persona da un ragazzo. Perché hai scelto questo punto di vista?
Se mi avessero fatto questa domanda sei anni fa, avrei solo potuto rispondere che, visto che la protagonista del mio romanzo precedente era una donna, scrivere nei panni di un uomo mi sembrava il modo giusto per affrontare una nuova sfida narrativa.
Oggi rispondo che c’era anche dell’altro: nel corso della mia adolescenza mi sentivo parecchio in conflitto con la mia femminilità (in modo del tutto inconsapevole) e scrivere da uomo mi faceva sentire più sicura. Inoltre mi permetteva di sondare il conflitto tra l’essere e l’apparire (che è uno dei temi fondanti di Nix) senza andare ad incagliarmi in discorsi che esulavano da quello che volevo comunicare.
Qual è il tuo personaggio preferito? E quello che trovi meno simpatico?
Devo dire che sono affezionata a tutti i personaggi di Nix, compresi quelli che mi sono cordialmente antipatici, infatti in ogni intervista rispondo con uno diverso, per poterne parlare. Oggi mi sento in vena di nominare un personaggio per me molto importante, ma cui quasi nessuno fa riferimento nelle recensioni: la professoressa Galbiati. E’ un personaggio che da principio non riesce a battersi per ottenere ciò che vuole e finisce schiacciata dagli eventi: Nicodemo le dà una mano in un momento difficile, che segnerà per lei una sorta di rinascita. Questa rinascita, però, non è del tutto positiva, perché in questa occasione lei perderà del tutto anche la sua innocenza.
Come personaggio antipatico cito Piervi: è figlio di due docenti di lettere dell’Università, ma non sa neanche parlare in italiano ed è piuttosto arrogante nell’espressione delle sue idee; anche lui è, in fondo, l’incarnazione di un conflitto, di una ribellione.
In un’occasione si mostra, in un certo senso, superiore al suo “antagonista” Nicodemo, perché la sua visione ingenua del mondo si rivela più limpida rispetto a quella di Nix.
Quanto c'è di autobiografico nel romanzo?
Alcune cose, ma meno di quanto si possa immaginare: i personaggi sono tutti completamente inventati, mescolando caratteristiche di persone che conosco o di personaggi che ho incontrato sulle pagine dei libri.
Deluderò un po’ di appassionati dicendo che la figura della ragazza di McEwan non è così tanto autobiografica come gran parte dei miei lettori sospetta (e come qualcuno scrive nelle recensioni): oltre a non sapere disegnare (attività in cui questo personaggio, invece, eccelle) io sono una logorroica che ha sempre tenuto il suo spazio, per cui una persona silente, affilata e invisibile come lei non rientra in quello che era il mio ritratto da liceale. Forse l’unica scena in tutto e per tutto autobiografica, che vede implicata la ragazza di McEwan, è quella in cui lei si rivela l’oggetto della diatriba nella hall dell’albergo, perché nessuno la vuole in stanza: è successo a me proprio in quella occasione, essenzialmente perché i miei amici dell’epoca non erano tra i partecipanti alla gita.
Per cui, alcuni episodi sono autobiografici, però mi sono divertita a darne letture completamente diverse, spesso stravolgendone il significato: la gita a Barcellona è realmente stata la mia gita scolastica del’ultimo anno di liceo (e sulla pagina Facebook dedicata a Nix ho pubblicato recentemente un itinerario fotografico nixiano della città), la scena del “travestimento coatto” di Piervi è stata divertentissima e la “vittima” – un mio amico - del tutto consenziente nella realtà (e non è stata fatta a Barcellona). Da ultimo: all’epoca era autobiografica la visione del mondo di Nicodemo, naturalmente.
Stai pensando a un nuovo libro?
Dopo tanto tempo (quasi sei anni) posso finalmente rispondere: sì, attualmente ho in mente due progetti, uno di narrativa e un altro di saggistica. Per ora non anticipo nulla, è un “work in progress” assoluto.
Visto che si avvicina Natale, cosa ci consigli di regalare agli amici lettori?
Non c’è niente di più adatto di “Venere in metrò”, l’ultimo libro di Giuseppe Culicchia, per ridere amaramente di quanto sia povera la nostra vita piena di “cose”: la protagonista, Gaia, vive perennemente attaccata al suo iMac, ha un iPad, un iPod e un iPhone, è sempre incollata a blogger, twitter, facebook e youtube, però non parla mai con sua figlia. Da leggere e meditare.
Buone feste a tutti i vostri lettori!

Grazie per il tempo e le risposte che ci hai regalato!
Vi ricordo la catena di lettura su anobii, dove potete leggere il libro gratuitamente: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3205420#new_thread



1 commenti:

Ossimoro ha detto...

Grazie per il tempo e l'attenzione che voi avete dedicato a me :-)

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